Thomas Earl Robinson, il piccolo grande uomo

Se non avete minimamente idea di chi sia Thomas Robinson e di cosa questo piccolo grande uomo abbia passato nell'ultimo anno, preparate una scorta di fazzolettini per asciugare le lacrime. La storia di un giovane pieno di sogni costretto a svegliarsi di colpo!

Thomas Earl Robinson, il piccolo grande uomo
Thomas Earl Robinson

Thomas Earl Robinson, il piccolo grande uomo

Questa volta non sono lacrime di gioia per una chiamata nelle prime dieci del Draft NBA, si perché quella era più che mai scontata, il talento è tanto e tutto da scoprire e di fisico ce n'è in gran quantità, insomma perfetto per qualsiasi franchigia NBA, di fatti i Sacramento Kings chiamano il suo nome alla 5a assoluta di quest'anno. 

Le lacrime che ha versato il nostro Thomas sono di dolore e rabbia, di una vita che pian piano nel giro di poco tempo gli ha tolto prima i nonni e poi la madre, della stessa vita che lo lascia da solo lontanissimo da Jayla, la sua sorellina di 8 anni, ma partiamo dall'inizio.

Gli inizi del giovane Thomas

Washington D.C. 18 Marzo 1991 luogo e data di nascita di Thomas Earl Robinson, a prendersi cura di lui e della sorella più piccola c'è mamma Lisa, come la maggior parte delle famiglie Afroamericane anche quella di Robinson non è molto abbiente, anzi, ma nonostante le difficoltà economiche con enorme sacrificio sua madre spende gran parte dei risparmi e manda il piccolo Thomas alla Brewster Academy, si perché la prima high School di Robinson fu la mediocre Riverdale Baptist School dove però la visibilità era ridotta a causa del pessimo profilo in ambito sportivo della scuola.

La scelta è Kansas University

Sia alla Riverdale che alla Brewster però la musica non cambia, Robinson fin dai primi passi con la palla a spicchi ci sa fare e come, tanto da far arrivare alcune proposte da svariate università, ma c'è n'è una in particolare che lo segue attentamente, ed è Kansas University. Gli scout dei Jayhawks lo tengono d'occhio e soprattutto al Reebok All-American camp del 2008 il ragazzo mette in mostra qualità davvero notevoli per un atleta di quell'età.

Coach Self impazzisce letteralmente e fa di tutto per convincere mamma Lisa a mandarlo in Kansas, ma ogni tentativo sembra vano, si perché Lisa non ha intenzione di mandare il figlio così lontano, non ha abbastanza soldi nel caso avesse voluto raggiungerlo e soprattutto ha paura di volare.

La pensa diversamente Thomas, perché vede nei due gemelli Morris (Markieef e Marcus) due esempi da seguire, due figure alla quale ispirarsi visto che entrambi sono riusciti ad arrivare nell'NBA e in coach Self una guida da seguire sul campo e fuori.

Sembra comunque ormai scartata l'ipotesi KU ma ecco che entra in scena Angela Morris mamma dei gemelli, che convince Lisa Robinson a mandare il figlio nel Kansas alla corte di coach Self, Angela Morris pare abbia giocato un ruolo fondamentale nell'approdo di Thomas alla KU ed è considerata una sorta di seconda mamma per tutti i Jayhawks.

Nonostante tutto Lisa è preoccupata per la lontananza del figlio e chiede di continuo alla signora Morris di vigilare sul giovane Thomas, o Earl come ama chiamarlo confidenzialmente lei. L'anno da freshman passa e Robinson cresce sia come uomo che come atleta, si è integrato perfettamente con la sua nuova realtà universitaria in Kansas e tutto sembra spedire filato come nelle migliori favole.

La perdita degli affetti più cari

Ma è proprio qui che la vita si diverte a mischiargli le carte in modo terribile, si perché se le cose in Kansas filano lisce, a Washington vanno in tutt'altro modo, nel periodo in cui Thomas è lontano da casa, i nonni si sono gravemente ammalati e mamma Lisa non ha mai detto nulla a suo figlio per evitare di distrarlo dai suoi doveri scolastici e per evitare di portargli ulteriore pressione, in fondo quale mamma non lo farebbe con il proprio figlio?!

Specie se il ragazzo in questione è appena maggiorenne. Il tentativo della madre di tenerlo all'oscuro della malattia dei nonni però arriva al capolinea quando a Dicembre inoltrato Thomas trova una chiamata sul suo cellulare da parte di Lisa, decide così di richiamarla ed apprende la notizia che la nonna materna è scomparsa.

Coach Self viene a conoscenza dell'accaduto e dice a Robinson di prendersi la giornata libera, esentandolo dagli allenamenti, ma lui risponde in maniera decisa di voler rimanere in palestra a lavorare con la squadra. Passano solo poche settimane e anche il nonno di Thomas viene a mancare ed è ancora mamma Lisa che deve dare la tremenda notizia al figlio e lo fa nell'unico modo che ha per comunicare con lui, tramite telefono.

E' un altro duro colpo per il ragazzo di Washington, la madre cerca di consolarlo citandogli qualche passo della bibbia, dicendogli che tutto accade per un motivo, che ora la sua vita è il campus e il parquet delle Kansas University e che non c'è bisogno venga al funerale, ma che vada avanti per la sua strada perché è comunque orgogliosa del suo piccolo grande uomo.

Preso dal dolore e dallo sconforto Robinson cerca piano piano di riprendere contatto con la vita di tutti i giorni fatta di lezioni, di corsi da seguire e soprattutto di allenamenti con i Jayhawks. La sera del 21 Gennaio Robinson insieme ai compagni di squadra sta rientrando in stanza dopo aver terminato la seduta video, quando appena entrato nell'appartamento al Campus il telefono di Thomas squilla e lui sembra in qualche modo avvertire che si tratta di un'altra brutta notizia, tanto che Markieff Morris lo invita a rispondere dopo aver sentito squillare parecchio il cellulare.

Robinson inizialmente non risponde ma si accorge di avere un messaggio nella casella vocale da parte della sorellina Jayla che lo prega piangendo di richiamarlo appena possibile, un brivido corre lungo la schiena di Robinson e mille pensieri negativi affollano la sua testa, Thomas richiama la sorellina, ad un certo punto il cellulare gli cade dalle mani, Markieff lo guarda allibito ed intuisce che qualcosa di grave è successo, ed infatti il motivo della chiamata di Jayla era per avvertirlo che mamma Lisa non c'era più, aveva raggiunto i nonni in cielo.

Robinson è distrutto, in pochissimi minuti la notizia raggiunge anche Angela la mamma dei gemelli Morris ed il coach Self, entrambi piangendo si uniscono al dolore di Thomas.

Una grande responsabilità

La squadra si raduna tutta nella stanza di Robinson e cerca in qualche modo di fare qualcosa per lui, anche se non c'è molto da fare o da dire davanti a tragedie familiari come queste. Ora per Thomas la cosa più importante è prendersi cura della sorellina Jayla, si perché come lui anche lei è rimasta completamente sola nel giro di pochi mesi, il padre naturale di Robinson appena uscito di galera si propone per adottare la piccola Jayla così come coach Self, ma il ragazzo non è d'accordo, vuole badare lui alla sorellina, così inoltra una domanda di affidamento che non subito viene accettata a causa della mancanza di lavoro fisso di Robinson.

La sconfitta in finale NCAA

Non dobbiamo dimenticare che tutta questa serie di disgrazie, colpiscono Robinson mentre è in pieno svolgimento il torneo NCAA di basket dove ovviamente i Jayhawks sono impegnati, Thomas è forte e deve reagire perché la tanto amata mamma Lisa l'ha sempre preparato alle avversità della vita e così Robinson trascina KU alla finalissima del torneo, dove però dovrà arrendersi insieme ai suoi compagni di squadra allo strapotere fisico dell'Università di Kentucky guidata dai fenomeni Anthony Davis e Michael Kidd-Gilchrist (rispettivamente 1a e 2a scelta assoluta del draft 2012).

Costretto a crescere in fretta

Il desiderio di ottenere la custodia della sorellina spinge Robinson a lasciare i Jayhawks con un anno di anticipo ed a rendersi eleggibile al draft NBA. Piange la notte e si dispera soprattutto perché vivere una tragedia come quella è veramente un incubo ma quello che più lo ferisce è vedere la sorellina di soli 8 anni dover affrontare le stesse cose che sta affrontando lui, perché Thomas è fatto così, guarda prima al bene dei suoi cari e poi al suo, e per riuscire a far star bene l'unico membro della sua famiglia rimasto deve diventare subito uomo e crescere in fretta per poter passare tra i professionisti e riuscire grazie al suo talento e all'NBA a dare a Jayla tutto ciò che la vita ha tolto loro in breve tempo.

Piccolo grande uomo

Thomas Earl Robinson si è trovato ad affrontare la parte più triste della vita e ha dovuto farlo a soli 21 anni, a quell'età i ragazzi pensano ad andare all'università ad organizzare feste al campus e chi gioca a realizzare il sogno di vincere un campionato NCAA, ma lui no, lui si è trovato costretto ad affrontare la vita come un uomo, anche se è solo un ragazzo, un ragazzo che non ha più i nonni, e che ha perso l'unico punto di riferimento che era sua madre, e proprio al funerale di mamma Lisa ha voluto aprire quel cuore grande nascosto sotto quel fisico possente e quell'aria da duro, rivolgendosi con lo sguardo al cielo dicendo ''Mom, I guarantee you have no worries about Jayla. I will make sure everything is okay. I won't blink. My promise. Love, Earl''.

Ecco chi è Thomas Earl Robinson, il piccolo grande uomo. 


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