Riccardo Moraschini: allenarsi per l'Azzurro mangiando pane e serie tv
Basket, Juventus e serie tv. Avrebbe detto no a qualsiasi vacanza pur di tornare a vestire l'Azzurro. Ma Riccardo Moraschini ora si darà ancor più da fare. Intanto ci racconta come è arrivato a segnare 20 punti contro la Nazionale francese, tra un episodio di Californication e l'altro.
Hank Moody è uno scrittore in crisi creativa che si trasferisce a Los Angeles con moglie e figlia, nella speranza di ritrovare l'ispirazione. Con l'amico Charlie, però, trova più che altro situazioni imbarazzanti e scandalose. Cosa c'entra con Riccardo Moraschini, play/guardia classe 1991 che con la Nazionale Sperimentale ha dato filo da torcere alla Nazionale olimpica francese? Niente, non fosse che Hank è il protagonista della serie tv Californication, l'unico vizio che Riccardo confessa: “Le serie tv americane sono la mia droga nel tempo libero! Per il resto – scherza – sono sano!”. E infatti questo ragazzo di Cento ha la faccia pulita e lo sguardo sereno ma deciso di chi sa quello che vuole. “Avrei saltato le vacanze più che volentieri per stare con la Nazionale maggiore durante il ritiro di luglio – dice Riccardo, che ha appena chiuso una stagione con S.Antimo – ma quest'estate lavorerò duramente e in modo da arrivare a settembre più forte”.
Per tutto il mese di giugno Moraschini è stato insieme ai compagni della Sperimentale, sotto la guida dei coach Dalmonte, Capobianco e Ramagli.
“Questa della Sperimentale è stata una splendida iniziativa da parte della Fip, – ha detto Riccardo – è ottima per dare un'opportunità di crescita ai giovani italiani. Oltretutto, visto che abbiamo dovuto stare insieme così a lungo, abbiamo avuto modo di formare un bel gruppo, e questo legame aiuta a renderci una vera squadra. Siamo tutti giovani, abbiamo tanto da lavorare e tutto da dimostrare, ed esperienze come questa sono fondamentali”.
Ossi duri
Dopo il ritiro in montagna, a Folgaria, ecco due trasferte, in Grecia contro la Nazionale greca B, e Francia, per incontrare gli atleti che si stanno preparando alle Olimpiadi. “Sono state buone amichevoli, nel senso che soprattutto gli avversari francesi erano davvero campioni. Che squadra...è stata un'esperienza emozionante”. Riccardo non dice che è stato top scorer (20pt) e ha giocato da applausi, specialmente nel secondo match.
Cosa ti ha colpito di più dei giocatori francesi? “Hanno una preparazione fisica incredibile, durante tutti i 40 minuti. Si vedono pochi giocatori di quel livello, cose che manco in Eurolega! Davvero, noi abbiamo tanto da lavorare”.
Come vi siete sentiti prima di scendere in campo contro certi grandi nomi? “Bè, prima della prima amichevole c'era molta curiosità, quasi un po' di soggezione ma più che altro avevamo tanta voglia di vedere cosa sarebbe successo. È andata bene, siamo arrivati molto decisi e abbiamo fatto una bella figura”.
Pane, basket e Vecchia Signora
Una grande esperienza nella carriera appena cominciata di questo ragazzo di Cento, che gioca a basket da quando aveva 5 anni grazie all'esempio casalingo del padre e dello zio che è un ex giocatore di B1 e B2. “Però all'inizio ho fatto un po' di tutto, nuoto, calcio... - ricorda – anche perché io seguo tantissimo anche il calcio. La mia fede è bianconera! - esclama – Guardo le partite, se posso vado allo stadio, e sì, oggi il nostro capitano si è ritirato ma io punto su Marchisio!”.
Poi hai scelto il basket...hai sempre voluto fare il giocatore di professione? “Sì, questo è sempre stato il mio obiettivo. Ma le cose sono successe velocemente, giorno dopo giorno, e quasi non me ne sono neanche reso conto. Un giorno sei nelle giovanili, il giorno dopo ti trovi in Azzurro e in serie A. Sono grandi soddisfazioni, ma c'è ancora molto da fare”.
“Più sogni e meno fai / più fai e meno sogni...”
La più grande soddisfazione di Riccardo, finora, è stata la medaglia d'argento agli Europei Under 20, “un successo tanto forse inatteso quanto incredibile, è stata una cosa fantastica”.
Quali sono i tuoi obiettivi ora? “Io cerco di non sognare troppo e di vivere giorno per giorno, cercando di imparare e crescere il più possibile. E dico grazie a tutti quelli che mi stanno intorno, dai miei compagni alla mia agenzia, e soprattutto i miei: da mio zio, che mi è sempre molto vicino, a mio padre e mia madre che mi seguono assolutamente sempre anche quando gioco lontano. È importante essere circondato da persone di cui ti puoi fidare e che fanno di tutto perchè tu dia il meglio”.
“Preferisco definire i miei obiettivi sul breve periodo, – continua – per ora posso dire che la mia sarà un'estate di lavoro individuale per migliorare di più in vista della prossima stagione”.
Palleggiate, gente
Da bambino Riccardo era una polisportiva: faceva un po' tutti gli sport e gli piacevano un po' tutti. Poi, visto che in casa c'erano due grandi appassionati di palla a spicchi, e visto che il ragazzo era fino da piccolo il più "ben messo", ecco la scelta cestistica. Oggi molti bambini sono nella sua situazione.
Come convinceresti un ragazzino indeciso a fare basket? “Io penso che la pallacanestro oggi come oggi vada apprezzata per la sincerità che offre. È uno sport ancora pulito, in confronto a ciò che accade nel calcio. È uno sport che appassiona, mai scontato, ti prende, è in ascesa. Insegna dei valori. In più, è di squadra, e forma la persona. Senza contare che puoi creare tantissime amicizie”.
Ora Riccardo suderà in palestra per gran parte dell'estate, ma ci sarà pure il tempo per gli episodi di Californication e di True Blood, e senza dubbio anche parecchi giri con gli amici.
riccardo moraschini