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Lo zen e l'arte della resistenza giornalistica. I samurai di Superbasket

Il personale tributo della nostra Chiara a Superbasket, l'unica rivista di riferimento del basket italiano che sta vivendo un periodo di grave crisi.

Lo zen e l'arte della resistenza giornalistica. I samurai di Superbasket
Alcuni numeri passati del Settimanale Superbasket e di American

Il Maestro zen Tanzan, capito che era arrivato il suo ultimo giorno di vita, scrisse decine di cartoline e disse al suo assistente di spedirle. Fu l'ultima cosa che fece, poi morì.

Sulle cartoline c'era scritto: “Sto per andarmene da questo mondo. Questo è il mio ultimo annuncio. Tanzan, 27 luglio 1892”.

Il paragone con questo aneddoto zen è di sicuro troppo tragico, un po' lugubre e alquanto sinistro, ma anche Superbasket sembra aver cominciato a spedire le sue cartoline.

L'ultimo numero uscito – dovrebbe essere il penultimo se le sfortune non si muovessero sempre accompagnate: questa settimana Sb non è arrivato in edicola causa neve -, il n. 5 del 2012, contiene - pagina 4, caratteri neri su sfondo grigio - un comunicato firmato La redazione di Superbasket che denuncia la precarietà dell'esistenza del settimanale italiano per eccellenza in ambito di palla a spicchi. E se l'uso di toni epici è sintomatico di un momento altrettanto storico (il titolo “Non sappiamo cosa potete fare per noi, ma cosa ha fatto Superbasket per voi” riprende velatamente il discorso di JF Kennedy del 1961), quel fondo nero su grigio la dice lunga sullo stato dell'arte editoriale-giornalistica.

Un necrologio editoriale? Lo cantava anche Tonino Carotone: “E' un mondo difficile, e vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto”. Per il mondo dell'editoria oggi la difficoltà è tanta e i momenti di felicità sono ridotti all'osso, la sindrome da burn out imperversa e i vizi consolatori si moltiplicano tra gli addetti ai lavori.

C'è la concorrenza spietata di internet, ci sono i costi di produzione, la pubblicità che non paga, i lettori che fanno musina di quei 3 euro perchè di questi tempi il fondo cassa personale ha bisogno di implementazioni. Se i principali quotidiani nazionali sono in crisi, figurarsi cosa dovrebbe dire una rivista, seppur la Rivista, che tratta di uno sport come la pallacanestro, considerata di nicchia nel panorama italiano, abitato, si sa, da lettori pochi e poco appassionati. 

Il primo numero di Sb è uscito il 7 novembre del 1978, e anche se quell'anno non è ricordato propriamente per il Superbasket – vedere alle voci: gli Anni di Piombo, il sequestro Moro, la mafia che uccide Peppino Impastato, il pontificato di 33 giorni di Giovanni Paolo I, la nascita di Louise prima bimba “in provetta”, l'Argentina che vince i Mondiali di calcio -, senza dubbio però il periodico ideato da Aldo Giordani ha contribuito a fissare su carta più di 30 anni di basket italiano e no.

Adesso c'è internet, ma la soddisfazione che regala il contatto fisico con la cellulosa è un'altra cosa. Il Superbasket, pubblicato dalla casa editrice Acacia Edizioni Ltd, fallita lo scorso dicembre, oggi in teoria fa parte di “1Plus Srl”, società che ha acquisito le pubblicazioni della vecchia Acacia, requiem aeternam, cioè Computer Idea, PC Magazine, Superbasket, Tutto Mountain Bike, Freeway Bike, AC Autocaravan, Legend Bike.

A dicembre, in una prima nota emessa dal Comitato di redazione, organo interno che si occupa del dialogo con la proprietà, si legge come “questo drammatico stato di fatto non sia attribuibile alla generica crisi economica, a quella del comparto editoriale e tanto meno allo scarso successo delle testate prodotte. Fino a quando sono stati pubblicati con regolarità, i giornali hanno ottenuto dati di vendita, abbonamenti e raccolta pubblicitaria di assoluto prestigio, attestandosi in molti casi come leader nei segmenti di riferimento”.

Quindi Sb ha diritto di vivere, lo testimonia anche il calore dimostrato dai seguaci della pagina facebook.
La scorsa settimana a retro del fondo di Claudio Limardi (pagina 3) il comunicato Sb scriveva: “Viviamo quotidianamente la mortificazione del lavoro, ancora di più i colleghi di Milano e Bologna che non vedono ripagate passione e professionalità dall'uscita in edicola del loro prodotto”. E: “Solo in coda a questo elenco poniamo mesi di stipendio non retribuito”. Quotidiani eroismi.

Lo scenario è triste. Superbasket avrà anche tanti difetti – dov'è il sommario? Perchè a volte sembra che non si applichi neanche la correzione grammaticale automatica? - ma anche i difetti fanno parte della Rivista, dell'appuntamento in edicola a metà settimana, delle abbondanti mezzore che i feticisti dedicano a ritagliare foto e articoli con i quali riempire dossier o faldoni monografici per squadra o singoli giocatori (davvero! E non sono solo adolescenti).

Sb non è solo grande basket italiano, Nba, femminile e maschile. È anche attenzione alle giovanili e al mondo della pallacanestro a 360°.

I lettori che fanno? Per ora tanti si dicono favorevoli ad accettare un aumento di prezzo, e non è da poco visti i tempi che corrono.

“Non sapendo se e per quanto saremo ancora in edicola, abbiamo deciso di rendere partecipi i lettori non di uno stato di crisi, bensì di una testimonianza di umanissima, e rara, disponibilità. - si legge nel comunicato - Non avreste trovato Superbasket se, a fronte delle insolvenze, non avessimo potuto contare sul lavoro di tipografi, fotografi, grafici, dipendenti, collaboratori, ognuno con i suoi compiti, qualcuno pagato ogni tanto, qualcuno praticamente mai”.
Le cartoline del Maestro Tanzan sono forse state spedite, ma i lettori non sono ancora pronti a riceverle, e invece si augurano che Limardi &Co. resistano, Samurai.

Lo sviluppo della vicenda

Forse questo martedì qualcuno ci ha pure provato, chiedendo timidamente all'edicolante “Scusi, mica è arrivato il Superbasket, vero?”, sperando che in fondo, su!, per un po' di neve...ma la risposta del signor Antonio “Questa settimana niente Superbasket” ha tolto ogni dubbio: neve 1 – Sb 0.

Condizioni meteo a parte, c'è il rischio che ci si debba abituare a questa risposta. Tuttavia, se in questi sette giorni si deve fare a meno del settimanale italiano del basket, sembra che sotto sotto qualcosa si muova. Il numero 6 non è arrivato in edicola perchè la neve ha reso impossibile una situazione editoriale già complicata. Ma forse ci si prepara per una nuova primavera.

Gli aggiornamenti in ordine cronologico. Domenica sera, nell'intervallo di Canadian Solar-EA7 Emporio Armani, Claudio Limardi aveva raccontato alle telecamere di Raisport la precaria condizione della rivista, e la Gazzetta dello Sport di lunedì, nella rubrica Bravi & Cattivi, tra un impietoso 5 per Charlie Bell e un generoso 8 alla squadra di Sacchetti, ha piazzato nei “Bravi” il Superbasket (voto 8), con la seguente motivazione: “C'è una squadra che scende in campo tutte le settimane, gioca bene e non viene pagata. Ma va avanti, ama il suo lavoro, spera che qualcosa cambi, si muova, che la gloriosa maglia che indossa continui a scendere in campo. La maglia è quella storica di Superbasket in grave crisi finanziaria. Forza ragazzi”. 

Sempre lunedì, in tarda mattinata, dal web si è appreso che qualcosa effettivamente si muove. Ci sarebbero tre cordate interessate a rilevare il giornale dall'attuale proprietà (1Plus).

Tutti si stanno dando da fare per reperire sponsor, e in particolare, sembra si siano attivati “due giovani imprenditori-giornalisti del nord est, che avrebbero già trovato uno sponsor disposto ad investire” almeno per i prossimi due anni. Questa notizia non è stata smentita, si spera trovi conferma.

E i lettori intanto che fanno? Da lunedì mattina è possibile firmare la petizione “Superbasket non deve chiudere”, ospitata su Firmiamo.it.

Clicca qui per accedere alla petizione.

Il primo giorno vi hanno aderito 85 persone, e insieme alla firma hanno lasciato delle vere e proprie dichiarazioni d'amore. 
La redazione di Sb nel frattempo non smette di lavorare. Il prossimo numero, dedicato alle Final Eight di Coppa Italia a Torino, è in fase di lavorazione. Martedì 14 in edicola il signor Antonio darà una risposta positiva. Per ora.
(To be continued...)

 


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