Derrick Rose, in arte "Poohdini"
Per la nostra rubrica "Fans duxit", in cui sono i nostri fan a scegliere il personaggio sul quale noi di Basketlive dovremo incentrarci, il primo ritratto riguarderà Derrick Rose uno dei più talentuosi playmaker della NBA
Derrick Rose a.k.a "Poohdini"
Gli inizi
Derrick nasce a Chicago il 4 ottobre del 1988, ultimo di 4 fratelli, che lo inizieranno al mondo della palla a spicchi. In famiglia il piccolo Rose è per tutti Pooh, soprannome datogli dalla nonna per la somiglianza del nipotino con Winnie The Pooh; pare infatti che da piccolo fosse un po' cicciottello e che avesse la carnagione leggermente giallognola. Questo nomignolo sembra piacere al play americano, tant'è che ha un tatuaggio tra braccio e spalla sinistra con scritto Poohdini accompagnato dal disegno di un mago che tiene in una mano un bastone e nell'altra un pallone da basket.
Già negli anni della scuola elementare, la Beasley Academic Center, Derrick mostra grandi doti, che verranno poi confermate durante il periodo dell' high school passato alla Simeon Career Academy. Sembra che Rose abbia deciso di iscriversi a quest'istituto in onore di Ben Wilson, giocatore molto promettente ucciso in giovane età e infatti durante l'High School vestirà la casacca numero 25, la stessa indossata da Ben. Durante i 4 anni alla Simeon, Derrick conduce la sua squadra a vincere 2 campionati consecutivi della Chicago Public League, impresa mai riuscita a nessuna scuola fino a quel momento.
Le cifre della point guard sono spaventose, sfiora nei primi tre campionati la doppia doppia di media e chiude l'anno da senior avvicinandosi alla tripla doppia di media con 25 punti 9 rimbalzi e 9 assist. La finale del campionato del suo anno da senior contro Oak Hill Academy viene trasmessa in diretta dalla tv nazionale, Rose manda a referto 28 punti, 9 assist e 8 rimbalzi condannando quella che viene considerata la squadra più forte della nazione alla prima e unica sconfitta stagionale. Al termine di questa stagione Derrick viene convocato dalla selezione Usa dell'high school, oltre ad essere nominato Mr. Basketball Illinois, prestigioso premio vinto in passato anche da Garnett e Curry.
Il College
Nel 2007 accetta la borsa di studio offertagli dall'università di Mephis, allenata da coach Calipari. Con i tigers veste la casacca numero 23, in onore del suo idolo Michael Jordan. Memphis trascinata dal funambolo Rose e dai veterani Dorsey (ora all'Olympiacos) e Douglas-Roberts (ora a Bologna) parte con un mostruoso 26-0 e chiude la regular season 33-1. I tigers con poca fatica raggiungono le final four di NCAA, dove in semifinale battono la prestigiosissima UCLA e perdono la finale dopo un tiratissimo overtime con Kansas. A fine stagione Derrick si dichiara eleggibile per il Draft 2008 dopo un solo anno di college, chiuso con 15 punti 4 rimb e 5 assist di media.
L'approdo in NBA
Al Draft del 2008 Rose è la prima scelta assoluta di Chicago, che così riporta a casa il figliol prodigo, che, tra l'altro, è il primo playmaker ad esser chiamato col la prima scelta assoluta dopo ben 12 anni, l'ultimo prima di lui era stato Allen Iverson nel 1996. Derrick, appena ventenne, disputa la sua prima stagione in NBA ad altissimi livelli, dopo appena 10 gare è il primo Rookie dei bulls a viaggiare con oltre 10 punti di media.
A fine anno con una media di 15 punti 5 assist e 4 rimb ottiene il premio di Rookie dell'anno (terzo giocatore di Chicago ad ottenerlo dopo Jordan e Brand) e conduce Chicago ai playoff contro Boston. Quella con i Celtics è, probabilmente, una delle serie più avvincenti degli ultimi anni, che Garnett e soci riescono a vincere solo a gara-7. Inoltre Rose nella sua prima partita ai playoff (vinta dai Bulls 105-103) con 36 punti scritti a referto ottiene un altro record; infatti insieme a (udite,udite) Kareem Abdul-Jabbar detiene il record di punti segnati da un Rookie al debutto ai playoff.
Durante la sua seconda stagione, nonostante qualche infortunio del talentuoso playmaker, Chicago raggiunge i playoff dove al primo turno viene sconfitta dai Cavs (4-1). Intanto le percentuali di Rose continuano ad aumentare infatti chiude la regular season con oltre 20 punti di media più 6 assist e 4 rimbalzi e i playoff con 27 punti di media, oltre ad essere nello starting-five all' All Star Game, cosa che non accadeva per un giocatore dei bulls dal 1998 con Jordan.
Consacrazione & Mvp
Il terzo anno di Rose in NBA è l'anno della consacrazione sia per lui che per Chicago. Infatti i bulls ottengono il miglior record dell'intera lega 62-20 e sembrano esserci tutte le prerogative per il pubblico della Windy City di tornare a sognare in grande, cosa che non accadeva dai tempi del secondo three-peat. Il sogno di Rose e Chicago svanisce nella finale di Conference,in cui i bulls sono battuti 4-1 da Miami. Derrick a fine serie si assume le responsabilità della sconfitta,dichiarando di essere stato limitato dalla grande difesa di James. Nonostante questo le sue cifre sono da capogiro: 25 punti, 7.7 assist e 4 rimb di media in regular season, che diventano 27 punti nei playoff.
Questi straordinari numeri lo portaano, non ancora ventitreenne, a diventare il più giovane MVP della storia dell'NBA. Inoltre è diventato il quinto giocatore della storia della NBA a segnare 2000 punti in una sola stagione oltre ad essere l'unico cestista della lega ad entrare nella top 10 sia degli assist che dei punti segnati.
Sicuramente quest'anno sia per Chicago che per Rose sarà decisivo per puntare all'anello anche se i bulls non sono i maggior favoriti, ma il basket è stupendo anche per questo: quanti lo scorso anno avevano previsto la vittoria di Miami?! Sicuramente Derrick darà tutto se stesso e chissà, magari se un giorno riuscirà nell'impresa di riportare l'anello sulle rive del lago Michigan potremmo vedere la sua numero 1 appesa al tetto dello United Center insieme alle maglie di mostri sacri quali Jordan, Pippen, Love e Sloan a formare un quintetto “virtuale” da sogno.
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