Il Pana spreca. Festeggia il CSKA: sbancata una semifinale incredibile
Il Panathinaikos va a casa. Jasikevicius non basta a coach Obradovic per accaparrarsi la finale. Shved e Kirilenko invece sono insuperabili come l'inverno russo.
Trinchieri da Istanbul, ai microfoni di Sportitalia aveva ipotizzato: “se vince il CSKA, vuol dire che è già scritto nel destino”.
E infatti scritto lo era, ma con un tratto leggero che dal secondo quarto in poi non ha lasciato troppe sicurezze da nessuna delle due parti e che ha regalato alla kermesse turca una delle più belle semifinali di Eurolega degli ultimi anni.
Il match
Primo quarto in cui il genio cestistico di coach Zeljko Obradovic esce dalla lampada e suggerisce lo strozzamento dei lunghi dell’Armata Rossa in mezzo a frequenti giochi a due. Risultato: il malcapitato Krstic subisce diverse schiacciate in testa da Maric prima, e da Mike Batiste poi, che insieme fanno 13 punti in pochi minuti. CSKA in palla, asfaltato da un Pana che fa –come direbbero negli USA- “bagnare gli alluci” a più di qualche giocatore (ampie rotazioni nel primo quarto per i greci) e che colpisce sistematicamente da dentro e anche da fuori (Diamantidis e Jasikevicius mattatori), con un Kermakoglu a cui non scappa un rimbalzo.
Finisce 29-15: polveri bagnate di una delle poche squadre europee “da nba” e semplicemente dominio dei campioni in carica.
Secondo quarto in cui cambia la storia: il genio cestistico di Obradovic decide di prendersi un caffè nella lampada e mette in campo un “quintetto b” con Jasikevicius e Diamantidis a riposo e un gioco molto meno fantasioso. Carica dell’Armata Rossa che mette a segno colpi importanti (Krstic, Gordon, Kirilenko) e preoccupazioni per il Pana, che corre ai ripari con una difesa a zona. Avanzano i cosacchi con Shved e Teodosic fino alla tripla del pareggio a 1.20, ancora di Andrei Kirilenko, che fissa il punteggio sul 32 pari e culmina un parziale devastante e insperato di 17-3. 46 secondi alla fine e Mike Batiste riconquista un avamposto importante che riporta i greci sul +2. Finisce il periodo sul 34-32 per il Pana con tanti, troppi rimpianti. Per la serie, “chi l’avrebbe mai detto” o, nella versione trapattoniana, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.
Terzo quarto e una nuova partita può cominciare: dopo una tripla di Jasikevicius, esce dal tunnel Krstic che segna quattro punti, di cui una schiacciata su assist di Teodosic. Altro alley oop, questa volta sull’asse Khryapa- Kirilenko, e meno male che c’è uno stoico Kaimakoglu a tenere a galla i suoi. 42-41 per i greci a metà quarto. Tempo un canestro di Siskaukas e i greci piazzano un parziale di 6-0: tripla di talento di Diamantidis e canestro e fallo dell’eroe ellenico Kaimakoglu. Dunque 46-50 per il Pana, due minuti da giocare e sprazzi di talento da entrambe le parti. Il problema è che c’è un’Eurolega in palio tra due grandi squadre e una serie di fantasiosi fischi arbitrali contro i greci rendono l’atmosfera più nervosa, di quei nervi subdoli che senti in campo quando nessuno ti ha menato, ma ti è stato fatto un torto. E il gioco ne risente.
Finisce così la terza frazione sul 51-55 Pana, dopo un canestro e fallo di Diamantidis. Partita selvaggiamente bella.
L’inizio della quarta frazione vede i moscoviti partire con un 7-0 di parziale: dopo una involontaria mazzata di Krstic sulla nuca a Tsatsaridis, Kirilenko, Krstic e Teodosic la fanno da mattatori ma il 36enne Jasikevicius ripristina il +1 ateniese. Subito dopo, convinto di chiamarsi Gianluca Basile, Teodosic spara da tre senza avere troppo successo e Jasikevicius gli mostra come si fa: 64-60 Pana a 2.12 dalla fine e qui il battito cardiaco inizia a salire. Il giovane Shved segna e Batiste sbaglia, poi Teodosic mette la tripla che fa impazzire i russi (e, di grande aiuto, i tifosi dell’Olympiakos giunti per la gara successiva) presenti ad Istanbul: 65-64 a 38 secondi da giocare, con Jasikevicius che sbaglia subito dopo e Shved che –occasionissima sfruttata a metà- segna solo una dei due tiri liberi (66-64 cska a 20 secondi). Il problema però è che Batiste è l’ultimo a toccare il pallone prima che esca, quindi ancora palla ai moscoviti e, dopo un’infrazione di passi non fischiati a Teodosic, il serbo si conquista due tiri che –ancora prima di essere tirati- suonano come una condanna per i campioni in carica. Peccato però che Teodosic li sbaglia entrambi, ma peccato fino a un certo punto: Diamantidis è indeciso se entrare in area o uscire per tirare da tre, si incarta e perde palla sulla sirena. 66-64, l’Armata Rossa conquista la battaglia e detronizza il Panathinaikos campione in carica.
Onore al CSKA che, pur partendo favorita nei pronostici, ha dovuto sudare le sette camicie dopo un primo quarto da dimenticare ma onore anche al Pana che, con meno soldi dell’anno scorso, è riuscito ad arrivare fin qui confermandosi da grande squadra.
In genere si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera e, se queste Final Four iniziano così, c’è ancora più voglia di vedere la finale.
panathinaikos