Finale da infarto: l’Olympiakos la porta a casa

Finale di Eurolega incredibile tra CSKA Mosca e Olympiakos. Il CSKA domina per due quarti e mezzo di gara, andando anche a +19, ma arriva la rimonta dei greci e il finale di gara è pazzesco. Decisivo un canestro di Printezis a 0.7 secondi dalla fine. Spanoulis premiato come MVP.

Finale da infarto: l’Olympiakos la porta a casa
Vassilis Spanoulis, premiato come MVP della finale 2012
Eurolega

Amo il basket con tutto me stesso e, dopo le partite di questo tipo, lo amo ancora di più.

E così, mentre i miei coinquilini credono di divertirsi guardando i posticipi del campionato di calcio già deciso, io scrivo questo articolo dopo il mezzo infarto che il tiro di Printezis mi ha provocato.

Una partita iniziata a dire il vero molto male, dove il primo quarto ha lasciato intendere che Istanbul deve essere una città fantastica per divertirsi la sera: palle perse un po’ ovunque, percentuali basse e squadre che si adeguano ad arbitri molto fiscali, giocando con la cresta un po’ abbassata.

E inizialmente il CSKA, tra le due cricche, sembra aver folleggiato un po’ più dei greci: nonostante la sua enorme fisicità ha diversi problemi sui raddoppi sotto canestro e perde parecchi palloni. Provate ad immaginare una partita di scherma tra due avversari che si conoscono (parecchi gli ex della partita, tra cui Teodosic ed entrambi gli allenatori): ognuno cerca di prevalere ma le stoccate sono poche. Finisce la prima frazione nella miseria di un 10-7, con l’Armata Rossa avanti grazie a qualche conclusione nel finale. Fin qui poca roba.

Secondo quarto in cui svanisce progressivamente il cerchio alla testa. E’ vero che servono due minuti e mezzo per vedere un canestro, ma si inizia ad assistere a delle giocate a due (Siskaukas-Kaun , Spanoulis-Papanikolau) che garantiscono lo spettacolo. Anche perchè Teodosic si infiamma e cerca di dare ai greci il primo spintone nella corsa alla vittoria finale: l’ex di turno segna tre triple consecutive e sforna un assist a Lavrinovic, per un significativo +13 (27-14) a 2:57 da giocare.
L’Olympiakos accusa il colpo, e va visibilmente in palla: continua a perdere possessi (si arriverà a 13 palle perse a metà partita) e i colpi di Kirilenko, Siskaukas e Lavrinovic fanno il gioco russo. Se Hines sembra il classico studente imbranato che ha sbagliato aula, Dorsey è un pesce fuori dall’acqua, di quelli appena scaraventati sul tagliere del sushi bar. Secondo quarto che si chiude sul 34-20, con la partita sembra indirizzata su binari quantomeno logici.

Terzo quarto che inizia con il CSKA ancora corsaro. Nelle prime azioni i lunghi russi impongono il loro talento e, a 8:09, Teodosic spara da tre per il +16 moscovita (41-25). Poco dopo c’è la tripla greca di Spanoulis, ma Kirilenko neutralizza con altri tre punti e frena le ambizioni elleniche (47-31 a 5:36).
Ma da qui qualcosa inizia a cambiare, lentamente.
Spanoulis segna dopo i liberi di Antic (47-34, 4:21) e, dopo i canestri di Siskaukas e Shved, arrivano due triple da Printezis e Mantzaris (53-40 a 20 secondi) che chiudono il quarto. Tutti negli spogliatoi ma l’Olympiakos, pur restando sotto, vede un debole lumicino di speranza.

Mantzaris, Printezis e l’ultimo quarto che non ti aspetti: tre triple greche riportano il CSKA ad un livello quantomeno abbordabile. Con un’eternità di 7:45 da giocare, è solo +5 (53-48) per l’Armata Rossa. E Kazlauskas chiama subito timeout.
Ossigeno da Siskaukas a 6:19 (55-48) ma, due minuti dopo, arrivano quattro punti di Printezis: 55-52, 3:53 da giocare e vantaggio ulteriormente ridotto a sole tre lunghezze.
Krstic e Kirilenko sembrano rimettere le cose a posto (59-52) a 3:05 ma Papanikolau spara la tripla che straccia la resa dell’Olympiacos: 59-55 con 2:40 da giocare. Tutto è ancora possibile.
Ed è in questi momenti e a questi livelli che, tra i due contendenti, il migliore deve emergere. Il CSKA, un po’ più timoroso, gioca con il cronometro (perdendo più di qualche pallone) e racimolando un tiro libero segnato da Kirilenko (60-55 a 2:02), emulato dall’1/2 di Papanikolau (60-56) a 1:36 dall’alzata della Coppa. Trenta secondi di nervi poi un canestro di Printezis (60-58 a 1:05) infiamma i greci, mai stati così vicini. 

Ma è negli ultimi 24 secondi che si gioca l’Eurolega2012: stoppata (apparentemente regolare) su Printezis e due tiri per Teodosic: incredibile l’1/2 dell’ex di turno, che non porta i suoi più in là del +3 (61-58). 10 secondi, fallo sistematico e due tiri liberi segnati da Papanikolau: 61-60, pazzesco -1 greco.
9.7 secondi: fallo e due tiri per Ramunas Siskaukas che, ancora prima di segnare, sembra iniziare a spostare il carrello delle coppe verso il gate per Mosca. Peccato però, che l’ex Treviso fa 0/2 e lascia tutto come ha trovato. Dunque ancora 61-60 e palla all’Olympiakos. Corre ai ripari l’Armata Rossa che lascia giocare ma difende molto bene sotto canestro, senza lasciare troppi spazi.
Lascia però lo spazio per un passaggio di Spanoulis a Printezis, vicino alla linea di fondo e appena fuori dal pitturato: un passo di avvicinamento e sale un tiro a 0.7 secondi di quelli che hai ragione solo se segni, altrimenti il coach ti mette fuori rosa.

E la ragione Printezis ce l’ha eccome: il suo canestro pazzesco consegna l’Eurolega 2012 all’Olympiakos, in una battaglia all’ultimo sangue.

Cala dunque il sipario su un’edizione di altissimo livello, dove tutte le altre partecipanti della Final Four avevano il diritto di meritare di più. Ma si sa che, per fortuna, nel basket i pareggi non esistono ed è uno solo a dover vincere. Onore all’Olympiakos e onore a quel settantenne in panchina chiamato Dusan Ivkovic che, dopo due quarti e mezzo disastrosi, è riuscito a far rialzare i suoi.

E pensare che c’è chi ha preferito guardare il calcio. 


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