Arrivederci Stonerook
Dopo il ritiro, ripercorrendone la carriera, rendiamo omaggio ad uno dei giocatori più caratteristici e vincenti del basket italiano recente.
Ciao Shaun
Ha deciso di lasciare a metà Agosto con brevi messaggi sul suo account Twitter dove ringraziava tutti i suoi tifosi: “Voglio ringraziare tutti i miei tifosi in Italia per il supporto datomi in questi 12 anni. Ho deciso di chiudere la mia carriera. Sono stati anni bellissimi, meglio di quanto mi aspettassi e ho conosciuto tante belle persone. Dentro e fuori dal campo, gli ultimi 6 anni sono stati incredibili: abbiamo fatto qualcosa di speciale e sono felice di smettere di giocare con tanti successi. Di nuovo grazie ai miei tifosi di Anversa, Cantù e Siena”. Così si è ritirato Shaun Stonerook in punta di piedi a 35 anni quasi compiuti complice una schiena traballante, che forse ha fatto pendere la bilancia più di tante altre cose, ma soprattutto con la consapevolezza che a Siena si era chiuso un ciclo irripetibile. Proviamo a raccontarvi la sua storia.
Born in Ohio
Stonerook nasce a Columbus (Ohio) il 19 Agosto 1977. Frequenta prima la Westerville North High School ed in seguito diviene pilastro della Ohio State University (1995-1997) e poi, sarà un caso, dei bianco-verdi Bobcats della Ohio University (1997-2000) ottenendo nell'ultimo anno un posto nel quintetto ideale dell'All-Mac (Mid American Conference). Nonostante le buone doti i draft che lo interessano sono quelli delle leghe minori, CBA (Connecticut n.56), IBL (Las Vegas n.45) ed ABA (Tampa Bay n.28), ma una buona prova al torneo predraft di Porthmouth lo fa notare dagli emissari del Racing Anversa e così si apre la strada dell'Europa.
Europa....Belgio
Shaun sbarca in Belgio forte di un biennale e di quelle doti che poi l'hanno fatto conoscere ed apprezzare alle nostre longitudini. Forte dei suoi 2,01cmx109kg diviene in breve il miglior rimbalzista del campionato belga e si fa apprezzare anche in Saporta Cup con 12,7pt e 11,1rb di media. La svolta definitiva della sua carriera avviene quando Cantù partecipa ad un tour proprio in Belgio e Bruno Arrigoni lo nota complice il suo basket essenziale ed il suo atletismo attivo. Il General Manager canturino convince Sacripanti a dare una possibilità a Stonerook stante anche il fatto che il buon Shaun paga metà del buyout all'Anversa di tasca sua pur di venire in Italia.
Europa....Italia....Cantù
Lo sbarco nel bel paese avviene quindi nell'estate 2001 ma forse nemmeno Shaun pensava allora che lo stivale sarebbe divenuta la sua seconda patria. Per l'occasione presenta per la prima volta quella chioma che diverrà il suo “segno di riconoscimento” per tifosi ed avversari. In Brianza Stonerook trova una squadra che dopo alcune stagioni difficili vuole tornare ai vertici puntando su un gruppo a forte accento straniero ed il nostro contribuisce con la sua grinta e la sua durezza: mai un realizzatore, diviene uno dei re degli “intangibles” facendosi sentire a rimbalzo (soprattutto difensivo), nelle palle recuperate (nella cui speciale classifica figurerà quasi sempre), nei passaggi ed iniziando uno specifico lavoro con cui migliorerà il tiro dalla distanza. Al buon rapporto con la società, prima marcata Oregon e poi Vertical Vision, ed allenatore seguono anche discreti risultati per un gruppo in cui Shaun diviene leader: eliminazione in semifinale dopo 5 gare durissime con la Fortitudo Bologna nei play off scudetto 2002; finale di Coppa italia 2003 con sconfitta con la Benetton; vittoria nella Supercoppa 2003, partecipazione alla Uleb Cup nel 2004-2005. Ma il bilancio è tiranno e Cantù per andare avanti deve cedere i suoi talenti migliori e fare cassa; i vari Hines, Thorthon, Mc Collough, Kaukenas, Blizzard partono e anche Stonerook non fa eccezione: per il suo attaccamento a Cantù dimostrato più volte, rifiutò un vantaggioso passaggio a Pesaro, aveva escluso di essere ceduto, ma il buy out proposto da Siena era un ottimo affare per la società brianzola e così dopo 4 anni Stonerook si trasferisce in Toscana.
Italia....Siena
La società bianco-verde dopo lo scudetto del 2004 aveva avuto qualche battuta d'arresto e stava cercando di formare un gruppo che la portasse di nuovo alla vittoria. Stonerook vi giunge nella stagione 2005-2006 e fungerà da pietra angolare per una serie di risultati incredibili: ad un atteggiamento sbarazzino fuori dal campo faceva da contralto un professionista esemplare in allenamento dove il suo continuo lavorare sui fondamentali unito ad una esemplare visione di gioco in ogni parte del parquet ne fece un esempio per chi arrivasse nel gruppo senese. E se i risultati del 1° anno non furono eccezionali fu dalla stagione seguente che iniziò l'epopea di Siena: sotto la guida dell'esordiente Pianigiani la Montepaschi conquista il campionato 2006-2007 in finale contro la Virtus Bologna con Stonerook che vince il suo primo scudetto indossando anche i gradi di capitano. Sembra una vittoria come tante altre ma grazie ad un ottima politica societaria, affidata al G.M. Minucci, ed ad acquisti importanti e mirati è l'inizio di un dominio durevole. Se Pianigiani era l'allenatore in panchina, Stonerook diviene quello in campo coordinando i compagni che negli anni gli sono stati vicini: il fortissimo rapporto tra coach e giocatore è stato uno dei segni maggiormente distintivi dei trionfi della squadra senese. E se in sei stagioni di successi italiani la Montepaschi ha messo sugli scudi fior fiore di giocatori in fase offensiva come Kaukenas e Mc Intyre prima e Lavrinovic e Mc Calebb dopo, è stato in fase difensiva che Shaun ha dato il meglio: Stonerook è stato il miglior difensore di una squadra dove erano presenti tra gli altri Eze e Sato facendo del recupero di palla la sua arma migliore. Certo qualche soddisfazione il “ricciolone” se l'è tolta anche in attacco, come quando ha vinto da Mvp sia la Supercoppa 2007 che la Coppa Italia del 2009 (con una doppia-doppia da 10pt+14rb) e 2010 (19pt), migliorando il suo piazzato anno dopo anno. Altro grandissimo riconoscimento gli venne al momento in cui Minucci decise di rifondare la squadra nell'estate 2010: nonostante una schiena sempre più dolorante Shaun rimase come punto fermo del team e di riferimento per i nuovi arrivati. Unica pecca rimane forse i mancati successi in Eurolega dove Stoney chiude con 93 presenze (record per la società senese): se singolarmente il giocatore ha conteso la palma di miglior difensore d'Europa (2,6 recuperi nel 2007-2008, 2,4 nel 2008-2009) a Diamantidis ma non ha mai vinto, stessa sorte ha avuto la Montepaschi che nonostante le Final Four del 2008 e del 2011 non ha mai centrato il bersaglio della finalissima. Il suo palmares finale recita: 6 scudetti consecutivi (2006/2012), 4 coppe italia consecutive (2009/2012), 6 supercoppe.
La nazionale italiana
Cruccio di tanti appassionati non aver mai visto il “ricciolone” difendere i colori azzurri: ottenuta la cittadinanza italiana diviene eleggibile e viene convocato per le qualificazioni all'Europeo 2009, ma rifiuta per motivi fisici.
Fuori dal campo
Ha fondato la Shaun Stonerook Foundation in aiuto ai bambini meno fortunati, memore della sua adozione avvenuta quando aveva 9 mesi, rivelandosi come uomo di grandi principi. Ora tornerà negli Usa dove potrà dedicare più tempo alla sua famiglia.
shaun stonerook