Sassari sbanca Caserta, ma a fine gara sono applausi per tutti

Quarta forza del campionato, e va ben oltre le più rosee aspettative la stagione di Sassari che affronterà i quarti di finale di playoff con il vantaggio del fattore campo, ed è davvero labile il confine che la separa da un risultato storico.

Sassari sbanca Caserta, ma a fine gara sono applausi per tutti
Sassari © Kg Production
Lega A

Quarta forza del campionato, e va ben oltre le più rosee aspettative la stagione di Sassari che affronterà i quarti di finale di playoff con il vantaggio del fattore campo, ed è davvero labile il confine che la separa da un risultato storico. A contenderle l'accesso in semifinale sarà la Canadian Solar Bologna vittoriosa in rimonta nei minuti finali su Cantù che deve così rinunciare alla piazza d'onore.

Sin dalle prime battute Sassari prende decisamente il controllo della gara favorita dalla vena balistica di Hosley e Plisnic che due volte a testa nei primi quattro minuti vanno a segno dalla lunga distanza conquistando un primo consistente margine di vantaggio che i bianconeri non riusciranno praticamente mai a riportare entro il limite di guardia.

I primi dieci minuti sono giocati a ritmi vertiginosi da ambo le parti, Caserta tenta di contenere la furia sassarese prima con Stipanovic, che riuscirà ad essere efficace solo nelle fasi iniziali della gara, e poi con Smith impegnato nella sfida a distanza con Coleman per il primato nella classifica dei marcatori.

Il lungo del Minnesota non smette di stupire e quando inizia a lavorare di piede perno il parquet del PalaMaggiò sembra trasformarsi nel teatro Mariinsky di San Pietroburgo, mostrando virtuosismi degni di Barysnikov, ma sul perimetro Caserta continua a concedere troppo ai tiratori della Dinamo, ancora Hosley e Drake Diener trovano la via del canestro pesante, e quando Sacripanti cerca aumentare la pressione sugli esterni schierando un quintetto piccolo e dinamico, si aprono delle voragini sotto canestro sfruttate puntualmente da Metreveli.

All'inizio della seconda frazione la storia non cambia, i cugini Diener continuano ad infierire dall'arco dei tre punti dilatando progressivamente il vantaggio che al minuto 14' raggiunge le quindici lunghezze.

Prima Smith e poi capitan Doornekamp, completando un gioco da tre punti, tentano di evitare che la Otto naufraghi già nei primi venti minuti come accadde nella gara d'andata, ma quando prima Pinton e poi ancora Plisnic trovano il canestro pesante, la situazione diviene allarmante, tuttavia un ultimo giro di lancette con un canestro di Smith innescato da Collins ed una tripla di Righetti riportano lo svantaggio entro limiti ragionevoli, 39-48 alla sirena di metà gara con Maresca che avrebbe addirittura potuto chiudere a -6 se, libero, avesse realizzato dalla lunga distanza.

La gara riprende con Sassari determinata a sbrigare definitivamente la pratica e Caserta che cerca di coronare il tentativo di rimonta intrapreso nelle fasi finali del primo tempo, ma commette l'errore di prestare il fianco al gioco a tutta velocità di Sacchetti alzando i ritmi, la Otto va fuori giri sbagliando conclusioni facili, e progressivamente il vantaggio dei sardi ritorna ad essere importante, e nelle fasi conclusive del tempo piazzando il break decisivo spezzano le gambe a qualsiasi tentativo dei casertani di rientrare in partita.

Sul 50-70 ci si appresta a giocare gli ultimi dieci minuti, non ci saranno grossi sussulti perchè il divario tra le due compagini continua a crescere, l'ultimo dei bianconeri ad arrendersi è Maresca, ma ormai il distacco ha assunto proporzioni tali da non alimentare più dubbi su quale possa essere l'esito finale della gara, e nelle fasi finali il pubblico di casa, incurante del punteggio, tributa una standing ovation alla Juve Caserta che nell'arco dell'intera stagione ha onorato la maglia, ed al termine dei 40', al consueto saluto alla curva ha fatto seguito il giro di campo di Andre Smith, fregiatosi del titolo di miglior marcatore del campionato superando Coleman di un'incollatura e che probabilmente rivedremo al PalaMaggiò solo da avversario, meritandosi palcoscenici più impegnativi, e di Andre Collins stringendo tra le braccia il figlioletto. 


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