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Ci lascia Cesare Rubini, il Principe

E' morto ieri Cesare Rubini, leggenda dello sport italiano. Rubini fu l'unico atleta al mondo a disputare le Olimpiadi in due discipline diverse, basket e pallanuoto. Unico al mondo inoltre ad essere inserito nell'Hall of Fame di entrambi gli sport. Un personaggio fondamentale per la nostra pallacanestro.

di Gas
Ci lascia Cesare Rubini, il Principe
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Cesare Rubini è stato una leggenda dello sport italiano, non solo del basket. Nato a Trieste il 2 novembre del 1923, Rubini è stato un campione di pallanuoto e pallacanestro, tanto da essere eletto nella Hall of Fame di entrambi gli sport, unico atleta al mondo a riuscirvi Da tempo malato di Alzheimer, Rubini è morto questa notte a Milano a causa delle complicazioni di una broncopolmonite.

Rubini con il suo fisico perfetto di cui ha avuto sempre grande rispetto e cura, riuscì ad eccellere in due sport: pallanuoto e pallacanestro. Nel 1946 vinse la medaglia d’argento agli europei di basket, e nel ’47 si laureò campione d’Europa di pallanuoto a Montecarlo. Sempre nel 1947 divenne allenatore-giocatore dell’Olimpia Milano, e nello stesso anno venne convocato sia nella nazionale di pallanuoto che in quella di basket, una cosa quasi inimmaginabile al giorno d’oggi.
Nel 1948 con il mitico “Settebello d’oro” azzurro di pallanuoto conquistò l’oro alle Olimpiadi di Londra, alla cui vittoria seguirà il bronzo a quelle di Helsinki nel 1952 e un bronzo europeo nel ’54. Nel contempo, Rubini collezionò successi anche sul campo di basket, con un secondo posto europeo con la Nazionale e cinque scudetti in fila come allenatore-giocatore con la maglia dell’Olimpia Milano. Anche nella pallanuoto si disimpegnò nel doppio ruolo di allenatore-giocatore, vincendo sei titoli italiani.
Dal 1957 svolse solo il compito di allenatore nel basket per l’Olimpia Milano. Vinse altri nove scudetti, e guidò la sua squadra ai primi successi internazionali del basket italiano, vincendo la Coppa dei Campioni nel 1966 e due Coppe delle Coppe, nel ’71 e nel ’72. Maturò un record di 322 partite vinte e 28 perse ed è tuttora colui che ha vinto più scudetti, 15, e quello con la percentuale più alta di vittorie.

Cesare Rubini ha vissuto ed ha contribuito allo sviluppo del basket moderno, dalla pallacanestro giocata nei campi all’aperto a quella che passava nei palazzetti. Dopo l’Olimpia Milano lavorò per la Federazione, con la nomina di Consigliere Federale, ma in sostanza aveva pieni poteri. Anche quando era in viaggio con la Nazionale, anni dopo il ritiro, Rubini continuava a tenersi in forma facendo esercizio fisico, e facendo dell’eleganza un altro suo marchio di fabbrica. Da tutti coloro che l’hanno conosciuto viene ricordato come un maestro e un grande uomo, oltre che un grandissimo atleta. Fu anche un grande comunicatore, serio, duro e attento a cosa dire ai giocatori, perché le partite si vincevano anche in spogliatoio.
Nel 1994 meritò la selezione nella Basketball Hall of Fame di Springfield, dove la pallacanestro è stata inventata. Sei anni dopo, nel 2000, anche la International Swimming Hall of Fame gli concesse lo stesso onore.

Se non ci fosse stato Rubini oggi la nostra pallacanestro sarebbe diversa. Cesare Rubini, venne ribattezzato il Principe di Roiano, rione di Trieste, per la sua consueta eleganza. In seguito divenne il Principe e basta, Principe dello Sport. Un Principe nato per vincere.


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