Nike Air Jordan 2
Altra scarpa memorabile della linea Air Jordan raccontata dal collezionista Roberto Scagliarini.
Le Nike Air Jordan 2
Jordan e la stagione NBA 1985-86
Dopo una stagione stellare che fruttò a Jordan il titolo di rookie dell’anno battendo il grandissimo Hakeem Olajuwon e Sam Bowie, la stagione 1985-1986 fu per MJ una stagione memorabile,nel bene e nel male. Il 29 ottobre 1985 Michael si infortuna alla caviglia durante la terza partita di regular season contro i Golden State Warriors. Per Jordan saranno cinque interminabili mesi di stop.
Il rientro in campo
Il 14 marzo 1986 MJ rientra sul parquet con 18 partite di regular season ancora da disputare. Questa scelta ha luogo dopo una certa disputa fra Jordan e la dirigenza dei Bulls. Questi ultimi avrebbero preferito che "His Airness" fosse mancato qualche partita in più in modo da ottenere maggiori possibilità di avere un'altra scelta alta al draft dell'anno successivo. D'altra parte però, dopo tutte le aspettative accese nel pubblico l'anno precedente, Jordan smania dal desiderio di dimostrare ancora una volta le sue capacità e, con un finale di stagione regolare fantastico, trascina i Bulls ai play-off.
I 63 punti contro Bird e i Celtics
Nella post-season ottiene un risultato incredibile, un record tuttora imbattuto che da solo vale la stagione: segna 63 punti contro i Boston Celtics del grande Larry Bird, che esclamerà a fine partita: "I think he’s God disguised as Michael Jordan". Resterà la miglior prestazione di sempre quanto a punti segnati in una gara di play-off.
La nascita della Jordan 2
L'estate del 1986 è l'inizio del nuovo corso dei Chicago Bulls e la nuova squadra inizia a prendere forma attorno a Jordan, sempre più leader.
La terza stagione NBA (all’inizio del campionato Michael indosserà ancora la mitica Jordan 2 per poi chiudere con la 3) è quella della conferma per Jordan. Per la prima volta vince la classifica marcatori, con 37,1 punti di media a partita. Ispiratissimo Michael inanella, nelle 82 partite della stagione regolare, prestazioni incredibili. E' per 77 volte il miglior realizzatore della sua squadra, per due volte segna 61 punti(una contro gli Atlanta Hawks dell’amico/rivale di sempre Dominique Wilkins), per otto volte supera i 50, per addirittura trentasette volte ne mette 40 o più. Supera la soglia dei tremila punti in una sola stagione come fece Wilt Chamberlain (3041), segnando il 35% dei punti totali della squadra. Sempre nello stesso anno, vince la gara delle schiacciate all’All Star Game (d’ora in poi per tutti sarà AIR Jordan) e viene inserito nel primo quintetto NBA a fine stagione.
Un po' di Made in Italy
Nuova stagione… nuovo modello di scarpa. Il capo designer questa volta è Bruce Kilgore (il creatore delle Nike Air Force 1), il quale, trovandosi di fronte ad un giocatore speciale, unico, decide che la prossima scarpa dovrà rispecchiare la grandezza dell’atleta. Ispirato dalla mecca dell'alta moda mondiale e dalle prodezze ingegneristiche del nostro paese, decide che la Jordan 2 dovrà essere prodotta in Italia. Fece partecipare al progetto anche alcuni designer italiani come Pininfarina (anche se non si conosce bene quale fu esattamente il loro contributo: si vocifera l’introduzione pelle sintetica di lucertola).
Il Box
Già, il box della scarpa rappresenta qualcosa di totalmente nuovo per i tempi: le dimensioni sono notevoli,la scatola abbandona i toni cupi della precedente edizione ed è completamente grigia con la palla alata rossa che campeggia nella parte frontale mentre le ali avvolgono tutta la parte laterale della scatola. La resa era notevole per il 1987 e il box risultava stiloso e innovativo al tempo stesso. Le scarpe all’interno erano avvolte da carta in cui vi era stampato ripetutamente MADE in ITALY per sottolineare l’esclusività del prodotto.
Mai prodotte in nero
Incredibilmente,la Jordan 2 sarà l’unica Jordan mai prodotta in colorazione nera (eccetto le RETRO),esistono sketches e prototipi ma non venne mai messa in produzione in questa colorazione e tutt’ora è sconosciuto il motivo.
Caratteristiche della Jordan 2
La fragilità della suola in poliuretano
Come le Jordan 1, anche queste scarpe possiedono il cuscinetto d’aria interno e suola in poliuretano. Proprio per questo motivo trovarle ora, in condizioni perfette, risulta assai arduo. Basta infatti averle indossate un paio di volte e, con il passare degli anni, la gomma seccandosi produce crepe e si sfalda esattamente come il primo modello.
Colorazioni
Le colorazioni per le versioni indossate da MJ furono soltanto due: White/Red e White/Black, dove il nero occupava solo una piccola porzione di suola mentre il bianco ed il rosso continuavano ad essere i colori predominanti.
Nella porzione alta del tallone risulta ben visibile la scritta NIKE, mentre il logo posto sulla linguetta non colpisce perché spesso coperto dai lacci. All’interno, la dicitura MADE in ITALY ci ricorda che la scarpa è stata pensata con cura maniacale fin nei minimi particolari e non è solo una scarpa da basket. Per gli americani il Made in Italy è sempre stato sinonimo di lusso, classe e qualità. La si può amare come odiare….sicuramente va rispettata!
Prezzi a tre cifre!
Ai tempi le Jordan 2 non vendettero molto, furono le prime scarpe da basket ad essere vendute ad un prezzo a tre cifre,ben 100dollari! Oltre al prezzo, anche l’infortunio non contribuì certo a migliorare la situazione. Per questo motivo,vennero introdotte anche in versione low ad un costo inferiore.
Tinker Hatfield
In pochi anni Michael stava già scrivendo la storia del basket, tutti lo veneravano ma mancava ancora qualcosa, un vero rivoluzionario, qualcuno che riuscisse ad esprimere al meglio le caratteristiche del giocatore in una scarpa innovativa, tecnologica e “magica”. L'architetto che decise di impiegare tutte le sue conoscenze per creare l’arma definitiva per i piedi di Michael fu il visionario Tinker Hatfield!
Lo Spot delle Jordan 2
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