Un successo il basket d'estate con l'Olimpia

L'Armani Junior Program non va in vacanza: quest'anno, per la prima volta, la società milanese ha lanciato la formula estiva dell'Ajp con un camp dedicato esclusivamente alla pallacanestro. Doveva essere un primo tentativo, e invece il rodaggio si è rivelato un successo.

Un successo il basket d'estate con l'Olimpia
Tre piccoli ospiti del camp (courtesy Ajp Summer Camp)

Un inatteso successo che fa ben sperare per il futuro. L'Armani Junior Program in versione estiva si chiama AJP Summer Camp, e la prima edizione si è conclusa la prima settimana di luglio, in Trentino. Il Camp di basket dell'Olimpia ha totalizzato 159 iscritti, divisi in due turni da dieci giorni: un vero risultato considerando che Paolo Monguzzi, responsabile dello Junior Program, afferma che prima del Camp i pronostici più ottimistici osavano puntare al centinaio scarso.

A Predazzo, in Trentino, a due passi dalla meta di ritiro della prima squadra, Cavalese, bambini e bambine da tutta Italia (anche da Palermo) e perfino dall'Europa (un ragazzino dalla Svezia). Istruttori e ospiti di alto livello: da Mario Fioretti a Nicolò Melli. Ma la vera sorpresa tra coloro che si sono alternati per regalare insegnamenti ed emozioni ai ragazzi è stata Dan Peterson. Il coach è salito a Predazzo per un paio di giorni, a cavallo tra i due turni, e ha saputo coinvolgere tutti con una grinta ed un'energia strepitosa. “Ha saputo dare tantissimo ai nostri ragazzi – ha raccontato Paolo Monguzzi – e come lui, anche tutto lo staff è stato motivato dall'entusiasmo che veniva dai più piccoli”. Anche Nicolò Melli ha dato prova di trovarsi a suo agio con i bambini: il confronto con il campione della prima squadra è stato all'insegna del gioco e del divertimento.

Degno di nota anche l'impegno e la passione di alcuni giocatori delle giovanili dell'Olimpia, che hanno lavorato durante il camp come animatori e istruttori: “Sono stati bravissimi a darsi da fare anche dal punto di vista umano – dice Paolo, che confida che lavorare con i ragazzini è un'esperienza che dà tanto: “Può sembrare che siamo noi dello staff a dare molto, in realtà sono loro che ci ricompensano ogni giorno con il loro entusiasmo”.

Non solo divertimento, soprattutto apprendimento. “Il camp ha voluto offrire soprattutto pallacanestro – spiega Paolo – perchè ci sono molti camp che offrono altre attività parallele, mentre noi ci volevamo differenziare anche per il focus sul basket”. Al mattino lezioni sui fondamentali individuali, al pomeriggio tattica di gioco e tornei che alla fine del campo decretavano dei vincitori. “La formula ha funzionato – conclude – e noi organizzatori non possiamo che dirci soddisfatti e cominciare a pensare al prossimo anno”.
 


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