Maxibasket, Italia – Russia, terza sfida per l’oro

È ormai l’appuntamento dell’estate. Per il terzo anno consecutivo, a ogni inizio di agosto la nazionale azzurra Over 45 affronta la Russia in finale. Campionati europei o mondiali, in finale ci sono sempre loro.

di Friz
Maxibasket, Italia – Russia, terza sfida per l’oro
La foto è relativa alla finale mondiale del 2011 fra Italia e Russia Over 45. Il migliore dei russi, Ivanov, si congratlua con Carera. © Savino Paolella

Articolo a cura di Mario Natucci

Kaunas (Lituania) 4 agosto- È ormai l’appuntamento dell’estate. Per il terzo anno consecutivo, a ogni inizio di agosto la nazionale azzurra Over 45 affronta la Russia in finale. Campionati europei o mondiali, in finale ci sono sempre loro, il meglio della categoria Over 45. Appuntamento al vertice, dunque, del maxibasket. Ora a Kaunas siamo alla terza sfida della serie: finora l’hanno sempre spuntata gli azzurri di Bucci.

 

La prima, a Zagabria nel 2010, è stata combattuta e incerta fino a due minuti dalla fine, quando, dopo un black-out lungo e insolito nel tiro, il nostro bomber Pippo Frascolla ritrovò la mira e la medaglia d’oro. Il secondo duello si svolse a Natal, in Brasile, e gli azzurri se lo aggiudicarono con meno difficoltà, soprattutto quando l’ala – pivot Sergey Ivanov, il migliore dei  russi, uscì per cinque falli.

La formazione russa viene da Novorussisk sul Mar Nero, nel vasto territorio di Krasnnodar, città gemellata con Livorno. Rispetto all’Italia, ha il vantaggio di disputare un campionato di categoria e di poter contare su un buon affiatamento. Come quella azzurra, anche la formazione azzurra per un buon terzo è composta da cinquantenni o quasi. I due team si presentano alla finale senza aver subito sconfitte. Praticamente uguale la valutazione media di squadra: 100 per l’Italia, 100,4 per la Russia.

Equilibrio - I russi hanno realizzato 86 punti di media e ne hanno subito 67; gli azzurri ne hanno segnati 81 e subiti 56. Migliore, sia pure di poco, la percentuale al tiro della Russia: 52,7% da due e 29% da tre contro il 52% da due e il 23,3% da tre. Ancora equilibrio nei rimbalzi : per l’Italia 41 catturati per partita e 33 concessi agli avversari;  per la Russia 39 all’attivo e 25 concessi. Azzurri, infine, migliori negli assist: 20 contro 16 per gara.  Fra i russi il numero uno è Sergey Ivanov, che a Kaunas ha marciato a 23,5 punti e 7,5 rimbalzi per partita. Anche se la Russia è un buon complesso, quando Ivanov è fuori, il rendimento della squadra cala nettamente.
Queste statistiche hanno un valore relativo perché maturate in gironi diversi. Ora la parola al campo.

L’Italia Over 40 dovrà combattere duramente per arrivare alla medaglia di bronzo. Ha di fronte la Lituania di Kaunas, che avrà il tifo di casa. Tutte e due sono state sconfitte dalla Lituania di Vilnius e dal Montenegro.

Nel confronto indiretto l’Italia ha fatto peggio col Montenegro (81 – 97 contro 97 - 99) ma ha fatto meglio con la Lituania di Vilnius (86 – 93 contro 82 – 110). Nella valutazione di squadra i lituani di Kaunas vantano un 97, superiore al 92,4 degli azzurri. Nel tiro l’Italia ha scelto molte più conclusioni da due che da tre (39 contro 24), mentre la Lituania ripartisce quasi per metà tiri da due e da tre (33 contro 30).

Gli italiani sono più precisi nel tiro da due (56% contro 49%), anche perché prediligono il contropiede e costringono gli avversari a tirare da due col 46%.  I lituani, invece, secondo le caratteristiche della loro scuola, sono più precisi da oltre l’arco: 48% contro 37%; non solo, concedono agli avversari soltanto il 32,7% nei tiri da tre, mentre la difesa italiana concede una percentuale superiore, il 38,8%. L’Italia prende nettamente più rimbalzi (38,6 contro 33,8) concedendone agli avversari un numero leggermente superiore rispetto ai lituani (30,4 contro 29). Fra i nostri avversari il tiratore di gran lunga migliore è Lukiminas, con 31,5 punti a gara. In qui le statistiche, che dicono parecchio, ma che non misurano lo spirito con cui si gioca, la voglia di vincere e la disponibilità a sacrificarsi: le specialità che coach Bucci ha in massimo grado e che cerca continuamente di trasmettere ai suoi giocatori al di sopra di tutto.


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