USA da urlo, è finale contro la Spagna

Si giocherà domenica la riedizione della finale del 2008. Battuta un’indomita Argentina che si inchina ad una grande prestazione collettiva della squadra di Coach K.

USA da urlo, è finale contro la Spagna
Londra 2012

Atene 2004 e Giappone 2006 sono lontani. Gli Stati Uniti sono ormai una squadra nel senso più vero del termine. Giocano pensando più al collettivo che agli score personali, travolgono tutti e tutti se testa e condizioni li assiste. E’ successo anche in questo torneo olimpico. E’ accaduto anche in questa splendida semifinale in cui, ancora una volta, l’Argentina si è dimostrata avversaria più che degna dal punto di vista sia tecnico che psicologico. Ancora una volta, per Ginobili e compagni, fattore chiave in negativo è stata la panchina corta, ma nulla toglie agli americani, capaci di giocare al loro meglio e di imporre la propria indiscutibile superiorità anche al cospetto un avversario di tutto rispetto.

Il match

La squadra allenata da Julio Lamas parte a zona nel tentativo di mettere in difficoltà l’attacco americano. A differenza di quanto visto in tutte le partite del torneo però, Kobe Bryant stavolta inizia con le marce alte firmando 9 punti in 8 minuti.
Dall’altra parte, è l’inossidabile Scola ad essere il più ispirato dei suoi. Straordinaria è la capacità del numero 4 di incidere spendendo il minimo indispensabile.
Dopo il 15-4 iniziale pro Usa, frutto di un atteggiamento mentale degno di una semifinale olimpica, l’Argentina reagisce a dovere, arrivando al meno tre, 18-15 dopo 8 minuti di gioco.
Il primo quarto si chiude all’insegna dell’equilibrio, 24-19 per la squadra allenata da Coach K.

La seconda frazione vede interpreti principali James e Love da una parte, Delfino dall’altra.
Senza Chandler, Usa team perde in centimetri ma acquista in agilità e dinamicità, soprattutto se a fare il 5 è quel Love che va a rimbalzo come pochi altri nella storia del gioco.
E’ lui, coadiuvato da un regale James capace di mettere in scena tutta la propria fisicità e tecnica, a guidare gli americani. Gli argentini però non mollano, Delfino con due triple e grande aggressività, riporta i bianco celesti a contatto. Scola non fa mancare il suo contributo.
Una tripla di Ginobili sancisce il più 7, 47-40 con cui Paul e compagni vanno a riposo in vantaggio.
Doppia cifra per Delfino (13) e Scola (10) da una parte, Bryant (13) e James (11) dall’altra.

In apertura di terza frazione Ginobili, con una tripla, riduce il distacco a sole quattro lunghezze.
Usa team dimostra però di essere ancora più determinata, soprattutto in difesa. Le percentuali della compagine sudamericana calano progressivamente, Durant e Lebron danno spettacolo mettendo il marchio decisivo sulla vittoria statunitense. Non basta la zona alla squadra di Lamas se i fuoriclasse di Okc e Miami sono così ispirati. Proprio il numero 35, memore di quanto già fatto con gli argentini, apre il fuoco da tre che spezza definitivamente in due la partita. Progressivamente ma inesorabilmente, aumenta il canyon tra le due squadre, si chiude la penultima frazione sul 74-57 Stati Uniti.

Il quarto periodo, ancora una volta in questo torneo, è pura accademia. Lamas leva Ginobili riconoscendo la superiorità dei nordamericani. I minuti finali di ultima frazione servono soltanto a mostrare una volta di più l’innato orgoglio di Delfino, Scola and company e le capacità balistiche di un Anthony che regala spettacolo nel tiro da tre punti.
Finisce 109-80. 19 punti per Durant, 18 per James ed Anthony, 13 per Bryant. Dall’altra parte, Ginobili chiude a quota 18 punti, Scola e Delfino a 15.
Domenica si decide chi sarà il vincitore del torneo. Vero è che la Spagna è l’avversario che più è in grado di creare problemi all’edizione 2012 di Usa team, quasi impossibile però è pensare che gli americani si lascino sfuggire una vittoria che sarebbe forse scontata, ma meritata come poche altre volte.

Per gli argentini, la finale terzo posto contro la Russia vedrà la “generacion dorada” all’ultimo tango di una cavalcata iniziata una decina di anni fa e che nel tempo ha regalato tante soddisfazioni non solo agli aficionados ma anche, c’è da scommetterci, alla gran parte degli amanti della pallacanestro mondiale.
 


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