Usa a fatica sull’Argentina, bene Durant e Bryant

Team USA vince a fatica 86-80 con l'Argentina di Ginobili e compagni. Grande inizio degli americani, gli argentini resistono e sfiorano la rimonta

Usa a fatica sull’Argentina, bene Durant e Bryant
USA Team (Courtesy Nike)

Che il team Usa sia il favorito per l’oro non ci sono dubbi. Pensare però, che la cavalcata fino alla finale sarà una passeggiata di salute è del tutto fuorviante.

La partita di ieri sera ne è stato l’esempio più eclatante. Vero è che per 2 quarti, Durant e Bryant in particolare hanno dettato legge, ma alla lunga, la mancanza di rotazioni nel ruolo di 5 e la necessaria esigenza di ruotare gli uomini rende gli Stati Uniti una squadra potenzialmente poco continua per tutti i 40’. Se di fronte hai poi una squadra di campioni come l’Argentina, ecco che le cose si possono complicare oltremisura.

Ieri sera è comunque arrivata la quarta vittoria consecutiva in questa serie di amichevoli pre-Olimpiade. Il punteggio, 86-80, è specchio fedele dell’equilibrio di una partita bella ed incerta fino alla fine.

Il match

La vera sorpresa prima della palla a due iniziale non sono i quintetti di partenza, i soliti per entrambe le squadre, con Anthony ancora fuori nel team Usa.

La vera novità, oltre che una grande genialata a livello mediatico e di marketing, è la divisa con la quale scendono in campo gli uomini di coach K, quella del Dream Team del ’92.

Che sia stato un modo per chiudere le polemiche dei giorni scorsi? Pensiamo proprio di si.

La partenza degli Stati Uniti è degna del miglior Alonso. Assatanati in difesa, dove chiudono tutte le linee di passaggio, Durant and company sono chirurgici in attacco, partono con 5/5 da tre punti, si trovano sopra 19-5 dopo pochissimi minuti, con la star di OKC e quella dei Lakers sugli scudi.

Il 31-16 con il quale si chiude il primo quarto è la logica conseguenza di quanto visto fino a quel momento.

Nel 2° quarto l’intensità degli americani cala, visti anche i frequenti cambi che tolgono certezze agli Usa. L’Argentina a basket sa giocare eccome, ha orgoglio da vendere e trascinata dai suoi big three (Ginobili, Scola, Delfino) riduce lentamente ma progressivamente le distanze, fino ad arrivare al -7 dell’intervallo, 47-40.

Chandler sparisce dal match, Durant, Anthony e James si alternano da finti lunghi. La squadra di K, spinta da Kobe e Lebron riporta i suoi a 15 punti di vantaggio a metà di terza frazione, per poi arrivare anche a toccare i 18 punti di margine.

Mai dare per morti gli argentini però. Trascinati da Ginobili e per mezzo di una buona zona difensiva, tornano a galla, segnano, difendono, non mollano, tutto secondo tradizione.

Una tripla del sempre verde Prigioni porta i suoi al -7 a 3’ e 42 secondi da giocare, 78-71, una magia di Ginobili accorcia ulteriormente fino al -4.

Le olive nel martini pro Usa le mette Durant, che con una tripla a 2 minuti e mezzo da giocare mette il canestro chiave che fa si che gli Usa vincano una partita meritata, ma sofferta.

Se vogliono vincere l’oro però, è importante che gli americani facciano tesoro di quanto successo contro l’Argentina, perché gli avversari come loro, e come Spagna, Russia e Brasile, hanno le armi per mettere in difficoltà la corazzata americana.


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