Miami affonda i Sixers, i Lakers passano a Denver, scopriamo l'asse Rubio-Pekovic
Gli Heat vincono nettamente sul parquet di Philadelphia e continuano la rincorsa ai Bulls ad Est. Trascinati da Bynum, i Lakers passano in casa dei Nuggets di un impreciso ed incidentato Gallinari. Continua la marcia inarrestabile dei Thunder. Career-high per il centro serbo ex Partizan, che guida i suoi T'Wolves al successo sui Nets del mitragliatore Morrow. George trentelleggia e Indiana vince anche a Dallas
Quando quei due giocano così è dura per tutti
Miami gioca bene e passa sull'ostico parquet di Philadelphia col punteggio di 99-79 guidata dai due soliti ignoti Wade e James. Il primo cucina il piatto per i primi tre quarti, dove la partita si è giocata sempre sul filo dell'equilibrio, poi il secondo lo serve su un vassoio d'argento dando il là al break di 15-0 con cui gli Heat prendono il largo nel periodo conclusivo.
Break che arriva con LeBron che gioca da playmaker e Mike Miller ne è il principale beneficiario: 12 punti in 22 minuti per il rookie dell'anno nel 2001. Saranno 19 i punti alla sirena, invece, per "The Chosen One", conditi da 12 rimbalzi ed 8 assist, mentre Wade chiude a quota 26.
Grazie a questo successo, gli Heat si portano ad una sola partita di distanza dai Chicago Bulls capolisti della Eastern Conference.
Denver esce malconcia dalla sfida coi Lakers
I Los Angeles Lakers si aggiudicano la bollente sfida di vertice contro i Denver Nuggets per 93-89, grazie all'ottimo apporto del centro Andrew Bynum, autore di 22 punti, 10 rimbalzi e 3 stoppate.
Nuggets che, però, non escono solo sconfitti ma anche piuttosto malconci dalla partita: Danilo Gallinari si procura infatti un bell'occhio nero in seguito ad un colpo ricevuto da Metta World Peace (il suo 1/9 finale dal campo lo si spiega anche per questo), mentre il centro russo Mozgov è costretto ad abbandonare la gara a causa di un infortunio alla caviglia.
Denver ha anche l'opportunità nei secondi finali di vincere il match ma la tripla di Al Harrington (il migliore dei suoi) non va a bersaglio. Chiudono la contesa i due liberi di Matt Barnes.
Per il Gallo si parla anche di un risentimento al tendine d'achille, che però, a quanto riferisce il suo staff, non preoccupa più di tanto; in giornata il giocatore si sottoporrà ad accertamenti per la botta ricevuta all'occhio sinistro che, da quanto riferisce lo stesso Gallo, è "nero e... rosso invece che bianco".
Eh si Minnesota, c'è anche Pekovic!
Nella vittoria dei T'Wolves a Newark sui Nets per 108-105 va segnalata la monster perfomance del centro serbo Nikola Pekovic, autore di 27 punti (11/14 dal campo) e 11 rimbalzi (7 offensivi), ovviamente suo career high.
Serviva una serata "storta" di Kevin Love (20 e 10 rimb con però 5/16 al tiro) per far capire a coach Adelman che c'è di meglio rispetto al "bruciato" Darko Milicic.
Se Love non brilla come sempre, lo stesso discorso non vale per Ricky Rubio che porta a casa l'ennesima doppia doppia da 10 punti e 10 assist, condita da ben 6 palle recuperate. Per quanto riguarda propria la graduatoria dei recuperi per partita, il play iberico si porta sul podio con 2.3, sempre più a ridosso di Chris Paul (2.4) e Mike Conley (2.57).
New Jersey perde e questa non è una novità, però tra le sue fila va sottolineata la prestazione stratosferica di un giocatore che definirlo enigmatico è un vero e proprio eufemismo: mi riferisco al diamante grezzo Anthony Morrow, autore di 42 punti con 8/11 da dietro l'arco.
Per la guardia-ala non è il primo exploit del genere, visto che già negli anni di militanza con la maglia dei Warriors ci aveva strabilato con qualche 40ello o prestazioni sopra le righe.
Se però ad un campione di 100 persone si chiede chi sia Ricky Rubio e chi sia Anthony Morrow, dalla risposta capirete subito perchè il giocatore attualmente dei Nets tenderà a non rimanere nei ricordi degli appassionati di NBA.
OKC fulmina anche Memphis. Qualcuno fermi Indiana!
18esima vittoria su 22 partite per i Thunder, che sconfiggono 101-94 gli ostici Memphis Grizzlies. Definirla sofferta sarebbe limitativo la vittoria di OKC, che ha dovuto mettere il "Nos" per battere in volata la squadra di coach Hollins.
Sono serviti il miglior Kevin Durant (36 punti, 10 rimbalzi e 3 stoppate) ed il miglior James Harden (24 con 4/6 da tre) per dare il là al 32-17 di parziale di con cui i padroni di casa sono riusciti a ribaltare l'inerzia di una gara fino a quel momento in mano ai Grizzlies.
Per Memphis ottima la prova di Marc Gasol, che chiude con 24 punti, 8 rimbalzi e due stoppate, mentre sempre più incisivo è l'apporto anche offensivo di Tony Allen (17 con 6 rimbalzi).
La gioventù maledetta dei Pacers fa un'altra vittima illustre in trasferta: sono i Dallas Mavericks campioni NBA uscenti, sconfitti 98-87.
Nella serata in cui Granger è impreciso al tiro, ecco che esce strabordante il talento di Paul George, autore di 30 punti con 7/11 da tre, 9 rimbalzi e ben 5 recuperi: partita pazzesca per il prodotto classe '90 da Fresno State.
Indiana si conferma la squadra più in forma ad Est, ottenendo la quarta vittoria consecutiva ma, soprattutto, la sesta nelle ultime sette trasferte. I Pacers, infatti, vengono da un periodo di vittorie di grande prestigio lontano dalle mura amiche: Lakers, Bulls, Magic e come ultimi i Mavs sono caduti dinnanzi alla banda di coach Vogel.
Wanted!
LBJ e Kobe i migliori a gennaio
La NBA ha nominato LeBron James e Kobe Bryant quail giocatori del mese di gennaio, rispettivamente per la Eastern e Western Conference
Tutte le partite
Orlando 102, Cleveland 94 Howard 19 Pts Gee 20 Pts
Miami 99, Philadelphia 79 Wade 26 Pts Young 16 Pts
Toronto 106, Washington 89 Barbosa 19 Pts Young 21 Pts
Detroit 88, Milwaukee 80 Knight 26 Pts Jennings 20 Pts
Minnesota 108, New Jersey 105 Pekovic 27 Pts Morrow 42 Pts
Boston 91, New York 89 Pierce 30 Pts Anthony 26 Pts
Houston 99, Phoenix 81 Martin 16 Pts Dudley 15 Pts
Oklahoma City 101, Memphis 94 Durant 36 Pts Gasol 24 Pts
Indiana 98, Dallas 87 George 30 Pts Nowitzki 30 Pts
LA Lakers 93, Denver 89 Bynum 22 Pts Harrington 24 Pts
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